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La globalizzazione e le nuove tecnologie informatiche hanno aperto a scenari di mercato semplici, evoluti ed economici. È proprio così?

Fare impresa nel momento attuale significa poter guadare a mercati un tempo difficili da raggiungere se non con la costruzione di un’importante rete di vendita o appoggi presso distributori nazionali che avrebbe gestito i nostri prodotti o servizi.

Oggi Internet, e le sue varie soluzioni, consentono di proporsi a livello globale su un mercato che non ha più confini territoriali perché è esteso quanto la rete stessa. Sistemi CMS Open Source e Plug-In dedicati consentono di costruire un sistema di vendita online con un investimento decisamente ridicolo tanto più se siete in grado di gestire in maniera diretta la vostra installazione web.
Lo strumento di vendita è quindi facilmente accessibile da un punto di vista finanziario, ciò che invece deve essere organizzato molto bene è il metodo di lavoro con il quale verrà gestito lo strumento che vi offrirà il mondo come vostro mercato.

Gestire un e-commerce implica l’adeguamento ad abitudini e tempistiche che differiscono dalla vendita effettuata in un negozio reale, fisico. In Internet manca il contatto umano, manca la possibilità di interloquire con il cliente e di capire come spiegare molti aspetti relativi alla vendita. Nella realtà il commerciante, il venditore, si costruisce una reputazione dimostrando il proprio valore al cliente mentre ce l’ha difronte.

Il gestore di un e-commerce non potrà beneficiare delle peculiarità di un rapporto vissuto nel mondo reale. Dovrà invece puntare su quegli elementi che in Internet – sul web – creano la reputazione di chi vende.
Il fattore primario su cui si basa la reputazione di un E-Commerciante è il tempo, il secondo fattore, legato al primo, è l’immediata disponibilità del prodotto e/o la possibilità di erogare all’istante un servizio.

Questo perché il cliente se nel mondo reale è disposto ad aspettare mentre sul web ha una pazienza che vale la durata di un click. Se non vi è un rapporto precostituito che ha fidelizzato il cliente questo vorrà poter cliccare e acquistare subito.

Lo strumento di vendita è quindi ciò che costa poco, l’elemento meno caro di un’impresa che fa e-commerce. Quello che invece vale molto è la disponibilità di magazzino, quei capitali immobilizzati in beni pronti a essere spediti in tempo reale.
Il successo di grandi colossi dell’e-commerce quali Amazon risiede proprio nel magazzino e nella capacità di organizzare, gestire e promuovere una logistica che ha una celerità pari a un click.

Una dimostrazione di quanto abbiamo detto è Amazon Prime che offre ai propri clienti la consegna nell’arco della giornata, in alcune città nell’arco di un’ora.

I doversi mondi “reale” e “web” servono anche delle clientele differenti.
Nel negozio, nella bottega, del mondo reale si reca chi ha tempo di farlo e chi desidera essere seguito e coccolato durante l’acquisto, chi vuole toccare con mano il prodotto prima di acquistarlo e, non ultimo, chi ama quel contatto umano che gli spiegherà ogni aspetto del prodotto o del servizio desiderato.
Nel negozio web entra chi ha poco tempo, chi ha già una forte conoscenza del prodotto e sa che si può fidare delle proprie valutazioni senza dover approfondire quanto in realtà già sa. Il “web cliente” è più preparato e proprio per questo pretende quella forma di rapporto veloce di cui abbiamo parlato prima, non ha bisogno di spendere parole, deve solo fare click per acquistare.

Fare e-commerce significa vendere nel mondo. Vendere nel mondo significa adeguarsi a normative fiscali differenti che dovranno essere discriminate dal sistema e-commerce che abbiamo scelto affinché siano immediatamente applicate al processo di vendita in funzione dell’acquirente e di dove esso risiede.

In conclusione vale una regola che esiste da prima che venisse inventato l’e-commerce: «Tutti possono aprire un negozio, il difficile è mantenerlo aperto.».

Ciò significa che bisogna affrontare l’avventura che apre al mercato globale consapevoli che il miraggio dell’economicità sul sistema e-commerce non coincide con i costi che devono invece essere previsti per garantire la disponibilità del prodotto e l’efficienza del servizio. In altre parole ciò che serve per costruirsi una ottima reputazione online.

Come ultima analisi, bisogna tener presente che bisognerà investire per rendere visibile il nostro store in una realtà come Internet all’interno della quale ci si fa strada attraverso un posizionamento SEO o attraverso impegnative campagne pubblicitarie, se non attraverso un’azione che combina queste due azioni. Questo è il costo che può essere paragonato a quello che un negozio classico spende in pubblicità. Alla fine sempre di promozione si tratta.

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About Author

Carlo Filippo Follis

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. ImprendiNews.com è la prima testata attiva dal 1º maggio 2014. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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