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L’Italia si sveglia? Forse sì, fra investimenti stranieri e stangata agli statali furbetti

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Ora la disonestà sarà punita anche fra i dipendenti pubblici. Anche questo provvedimento può rendere l’Italia credibile come Paese nel quale investire.

Un imprenditore non si sarebbe mai recato sul posto di lavoro in mutande per firmare il proprio cartellino e poi ritornare a casa o andare a fare ciò che più gli aggradava. L’imprenditore come il libero professionista vivono sui risultati del proprio lavoro, non possono quindi assentarsi da se stessi in quanto gli mancherebbe quell’autosostegno che a fine mese produce la retribuzione necessaria per vivere.

L’onestà e la disonestà non sono proprietà esclusive né del lavoro indipendente né del lavoro dipendente. Appartengono all’essere umano che se lavoratore autonomo le utilizzerà per evadere, ad esempio, mentre invece se lavoratore dipendente le utilizzerà per abusare della certezza del posto fisso per non produrre ciò che dovrebbe attraverso il proprio lavoro.

Non esistono categorie oneste o categorie disoneste, ma è recente il provvedimento del Premier Matteo Renzi che cancella la certezza del posto fisso a fronte di atteggiamenti inopportuni quali la disonestà di firmare il proprio cartellino presenza per poi non recarsi al lavoro. La cosa più interessante è che il superiore del furbetto sarà direttamente responsabile se non provvederà a licenziare chi è stato colto in flagranza di reato.

Questo provvedimento restituisce anche un po’ di equità culturale fra lavoratore dipendente e autonomo. I secondi, solo perché tali, sono visti come i ladri per antonomasia o comunque coloro che evadono incondizionatamente ai danni delle casse dell’erario mentre invece, come si è detto prima, la disonestà non appartiene alle categorie ma al singolo individuo. Questo stereotipo è infatti retaggio di una stupida lotta di classe che ebbe inizio nel dopoguerra e che la stupidità ha mantenuto vivo sino ai giorni nostri.

L’Italia è un Paese che si deve reggere sul lavoro onesto di tutti i lavoratori siano essi autonomi o dipendenti e anche sul rigore di leggi che puniscano chi abusa, in un modo o nell’altro, creando danno alla ricchezza dello stato sociale.

Un plauso al Premier Renzi che ha saputo agire come altri non avevano mai agito. C’è da augurarsi che il provvedimento preso con cotanta severità e celerità trovi attuazione nella realtà e che non si ripetano casi in cui la persona disonesta viene coperta a beneficio di un bel lavorare collettivo.

Ora quando si parlerà di evasione non dovremo più pensare solamente a liberi professionisti o imprenditori ma semplicemente ai lavoratori disonesti che includono anche quelli pubblici che, più o meno vestiti, vanno a timbrare il cartellino per poi far la spesa, fare del canottaggio, trascorrere una giornata in montagna e molto altro …

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La Redazione

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