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L’imprenditore più coraggioso si arrende difronte alla solitudine

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Il più alto livello di sconforto per un’imprenditore o libero professionista è il senso di abbandono. Il deserto intorno a se e la mancanza di aiuti esterni. Molte volte per risollevarci occorre un “supporto” esterno.

Un momento difficile può mettere a rischio gli sforzi ed i successi di tutta una vita od impedire che la propria attività duri una vita o più generazioni. Vi sono eventi che non possono essere vissuti in “solitaria” disperazione.

Alle volte un banale crampo fa affogare esperti nuotatori. Chiunque si tuffa per cercare di tirare fuori dall’acqua lo sfortunato nuotatore. Perché un simile comportamento non lo teniamo nei confronti di chi “affoga” nel mondo del lavoro?

La risposta è semplice quanto complessa, cerchiamo di frammentarla per punti:

  1. L’imprenditore in difficoltà viene con troppa rapidità visto come soggetto “incapace” quando invece le capacità spesso sono subordinate alle disponibilità.
  2. L’attuale sistema bancario/creditizio è figlio di una trasformazione iniziata fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anno ’90. Sino ad allora l’imprenditore era più una figura umana anziché un tabulato di freddi numeri. Le banche ed i loro direttori potevano dare fiato alle ditte individuali ed alle piccole e medie imprese perché sapevano che l’imprenditore si sarebbe giocato terreni e proprietà pur di salvare la propria “creatura”. Oggi il direttore di banca che ieri aveva poteri valutativi e decisionali e stato delegittimato da una manciata di algoritmi che interpretano solo numeri e non realtà.
  3. È cambiato anche l’imprenditore e si è evoluto malissimo. Oggi si vorrebbe far fruttare 20 anni del proprio lavoro tanto quanto fecero le tre generazioni passate. Non si ha più l’amore per il proprio prodotto o marchio, quantomeno l’amore che gli diamo e freddamente rapportato agli utili che ci offre.
  4. L’evoluzione dei prodotti e dei servizi è stata drasticamente accelerata dall’evoluzione di un progresso che si esprime troppo attraverso soluzioni killer unicamente volute per generare falsa obsolescenza e mantenere attive linee produttive che altrimenti si fermerebbero. L’imprenditore che deve tenere il passo è quindi obbligato a maggiori investimenti da ammortizzare in tempi molto più brevi. Si generano maggiori costi riducendo i profitti.
  5. Manca una visione d’insieme del mercato a causa di una eccessiva e non sempre reale evoluzione che falsa la visione del mercato.

Qualunque sia la causa di uno stato di sofferenza reale è un diritto per noi ricevere attenzioni e supporti. Non esitate a segnalarci tramite la nostra form quella che è la vostra condizione di “Dimenticati”. Cercheremo di fare il possibile affinché ci si ricordi di voi e, magari, vi siano conoscenze e contatti utili a rilanciare la propria attività.

La solitudine rende afoni, le battaglie si fanno invece urlando … Fatevi sentire, non abbandonatevi!

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La Redazione

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